PRIMA NAZIONALE

venerdì 10 marzo ore 21 @ Carrozzerie n.o.t
Via Panfilo Castaldi, 28/a | ROMA

Kitchen

DaCru Dance Company in theKICTHENtheory

Concept e regia: Marisa Ragazzo

Coreografie: Marisa Ragazzo e Omid Ighani

Danzatori: Omid Ighani, Samar Khorwash, Alessandro Marconcini, Serena Stefani, Claudia Taloni, Tiziano Vecchi

Disegno luci: Gianluca Cappelletti

Editing musicale: Omid Ighani, Marisa Ragazzo, Samar Khorwash

Musiche: autori vari

Allestimento: Roberto Rini

Organizzazione: Alessandra Pagni

Con il sostegno di Centro Danza Canal / Teatros del Canal Madrid e Compagnia Naturalis Labor.
In collaborazione con Istituto Italiano di Cultura di Madrid

 

Stanza[KITCHEN]-metafora-vita.

Il primo luogo da raggiungere al mattino e l’ultimo da visitare prima di andare a dormire. Una zona di transito vivace o solitaria ma sempre e comunque piena di odori, ricordi, sensazioni, attese e infiniti stati sospesi. Dura tutta la vita questa relazione densa e profumata fatta di rumori fluidi e familiari, di spazi imparati a memoria e su ogni cosa, potenti come sovrane, regnano le parole. La stanza delle parole, escono dalla bocca come dervisci rotanti, capaci di schivare, sfiorando dolcemente o conficcarsi come lame. Restano lì sospese per anni, quasi diventano un’ eredità, aleggiano in ogni pertugio e sovente sono le memorie delle famiglie.
La cucina è l’area prescelta per affondare i denti e i sensi in preziosi nutrimenti ma soprattutto è lo spazio dove si parla.
Parole. Parole. Un fiume in piena, ognuna diversa dall’altra, lunghe ed elastiche come alghe o rigide e appuntite, s’impossessano della bocca per urlare l’ incomprensione o la denuncia della solitudine… o parlare dell’amore. Numerose come chicchi di riso, necessarie tutte per dire in mille modi la stessa cosa e troppo poche per riuscirci.

Ipotesi di progetto…appunti:
riferire, esporre, confessare la teoria della cucina.
La mistica delle parole.
Soggetto:
la stanza, spazio metaforico per riferire la vita attraverso le parole, sublimi mezzi per esporre pensieri, sentimenti, emotività.
Scena:
chiara, minimale, vecchio tavolo in formica verde menta. Danzatori in nero come ombre proiettate. Veloce, scarno, metropolitano.
Concept:
l’incomunicabilità.
Memorandum…cercare un termine meno fricchettone anni ’70 o volgere tutto al positivo e disquisire sulla comunicabilità.
memorandum….cercare sul vocabolario la parola fricchettone irraggiungibile per i 2000, popolazione del nuovo millennio…o restare misteriosi e meno comunicativi..
…perché ancora l’incomunicabilità? Perché questa necessità di denuncia? Questa urgenza? Questa fatica?
E se poi si riesce nell’improbabile impresa, se si trovano le PAROLE opportune, le più efficaci, le più belle, c’è qualcuno che ascolta?

 

DaCru Dance Company mette in scena “theKITCHENtheory”, produzione dinamica e fortemente evocativa, abile nel tracciare i confini di una nuova avanguardia artistica e densa di quella gestualità quotidiana che crea il reale mood della nuova danza urbana: una commistione di generi e di stili, sperimentazione e contaminazione.

Al linguaggio tecnico dei danzatori, pulito ed estremamente virtuoso, frutto di un lungo ed emotivo legame con i coreografi stessi, si affianca una forza interpretativa e scenica, umana, comunicativa ed emozionante.
E’ un racconto teatrale.
Le danze urbane difficilmente, per loro stessa natura, trovano una collocazione immediata al palcoscenico: quest’opera, così come tutte le produzioni della compagnia, tende a sottolineare e a dimostrare quanto, oggi, il suo linguaggio sia in costante evoluzione e sperimentazione fino al punto di divenire comprensibile, fruibile, drammaturgico, emozionante e onirico, e di fatto fortemente legato al teatro.
La gestualità urban dei DaCru lega il mood metropolitano a quello del teatro, creando una fusione attraente ed estremamente contemporanea che facilmente raggiunge e conquista il pubblico non avvezzo alla danza così come quello classico degli abbonati.
Affascina le nuove generazioni per il contesto culturale e artistico al quale esse sentono di appartenere e nel contempo giungono veloci anche ad un pubblico adulto e fortemente eterogeneo, di certo catturato anche dalla scelta musicale, eclettica, sofisticata e nello stesso tempo dotata di forte immediatezza comunicativa.