Kitchen

DaCru Dance Company in theKITCHENtheory

Ideazione e regia: Marisa Ragazzo

Coreografi: Marisa Ragazzo e Omid Ighani

Interpreti: Omid Ighani, Samar Khorwash, Alessandro Marconcini, Serena Stefani, Claudia Taloni, Tiziano Vecchi

Editing musicale: Omid Ighani, Marisa Ragazzo, Samar Khorwash

Allestimenti: Roberto Rini

Organizzazione: Alessandra Pagni

Con il supporto di Centro Danza Canal / Teatros del Canal Madrid e Compagnia Naturalis Labor.
In collaborazione con Istituto Italiano di Cultura di Madrid

Il primo luogo da raggiungere il mattino e l’ultimo da visitare prima di andare a dormire. Una zona di transito vivace o solitario ma sempre e comunque pieno di odori, ricordi, sensazioni, attese e infiniti stati sospesi. Dura tutta la vita, questa relazione densa e profumata fatta di caffè, basilico e cumino, di rumori fluidi e familiari, di spazi imparati a memoria e su tutto, potenti come imperatori: Le parole. Tra cibo, aromi e colori, sono le parole, le potenti sovrane di questo spazio!
Restano li sospese per anni, quasi diventano un eredità, aleggiano in ogni pertugio e sovente sono le memorie delle famiglie.
La cucina è l’aerea prescelta per affondare i denti e i sensi in ricercati nutrimenti ma soprattutto è lo spazio dove si parla.
Parole. Parole. Un fiume in piena…..ognuna diversa dall’altra….lunghe ed elastiche come alghe, s’impossessano della bocca a pronunciare ETERNAMENTE e la rendono chiusa e appuntita nell’attimo in cui diciamo MAI. Nelle cucine si parla d’amore, si urla l’incomprensione e la denuncia della solitudine, si spezzano le parole nel momento dell’addio…..ma sempre si parla dell’amore. Numerose come chicchi di riso, necessarie tutte per dire in mille modi la stessa cosa e troppo poche per riuscirci….di cosa possono parlare gli umani se non dell’amore? Cosa si può danzare se non l’amore?
DaCru Dance Company mette in scena KITCHEN, atto unico 60 minuti, Urban Theater. Una produzione veloce e fortemente capace di evocare la sofisticata ricerca della nuova avanguardia della danza, densa di quella gestualità quotidiana che crea il reale mood della nuova danza, una commistione di generi e stili che anticipano un futuro evidente. Sperimentazione e contaminazione.