Urban Theatre

Liberamente tratto dall’opera di Murakami Haruki

Durata: 75 minuti (o 60) senza intervallo

Concept e regia: Marisa Ragazzo

Coreografie: Marisa Ragazzo e Omid Ighani

Editing musicale: Omid Ighani

Personaggi ed interpreti:

Kafka
Nakata
Il ragazzo corvo
Tamura Kafka
La signora Saeki
Oshima
Hoshino
Sada
Johnny Walker
Omid Ighani
Caludia Taloni
Serena Stefani
Samar Khorwash
Jenny Mattaioli
Afshin Varjavandi
Tiziano Vecchi
Paolo Ricotta
Dominique Lesdema e Tiziano Vecchi

Con il sostegno di Compagnia Naturalis Labor.
 

Un vecchio con il candore di bambino che capisce e che parla la lingua dei gatti e un ragazzo con la maturità d’un uomo. Entrambi fuggono, uno da un delitto e l’altro, Edipo quindicenne, da una profezia. Di questo e d’altro ancora racconta il progetto dei DaCru.
“Kafka Sulla Spiaggia” è la trasposizione danzata dell’omonima opera di Murakami, del geniale viaggio visionario e incantato dove si susseguono personaggi e rivelazioni senza mai giungere al cuore più profondo che resta segreto e inattingibile. Il progetto d’un libro danzato è di per se un viaggio, ma danzare “Kafka Sulla Spiaggia” è divenuto un vero e proprio privilegio, sempre accompagnati dalla misteriosa anima di Murakami che, geniale e illuminata, tra tanti incredibili personaggi pone i gatti al centro dell’attenzione, memorabili creature che sovente rubano la scena agli umani.
…E così dalle pagine al palco…
Kafka fugge dal padre, scultore satanico, e dalla sua profezia che riecheggia e amplifica quella di Edipo: è lui il fulcro della narrazione, è nella sua anima che è celato il mistero. Si offre al mondo con molteplici aspetti, come se contenesse non uno ma quattro volti, sovrapponibili ma incredibilmente differenti. Così Kafka, Tamura, il ragazzo Corvo e Johnny Walker sembrano convivere in un’unica entità per necessità, supportandosi, incoraggiandosi, fuggendosi, uccidendosi. Nakata fugge invece dalla scena d’un delitto che pensa d’aver commesso, abbandonando una vita tranquilla rallegrata da animate conversazioni con i gatti dei quali parla e capisce la lingua. Nakata è un uomo-bambino, un’anima pura.
Hoshino è il giovane camionista che conduce Nakata nel suo lungo viaggio di ricerca, diventerà il suo allegro e necessario compagno, così riconoscibile nella sua inseparabile camicia hawaiana. L’affascinante signora Saeki, ferma nel ricordo d’un passato lontano a metà tra l’adolescenza e la fine della vita, tra l’essere amante o madre, lieve e impalpabile sempre a metà tra lo Shikoku e la terra dei vivi. Oshima, l’androgino custode d’una speciale biblioteca, raffinato e distaccato, sempre teso a proteggere concetti e idee. Sada, il surfista, fratello di Oshima e assolutamente suo opposto nell’aspetto e nell’anima, capace di abbandonare tutto per aspettare l’onda perfetta, metafora forse della stessa ricerca del fratello ma selvaggio e libero. Johnny Walker, personaggio dark e mefistofelico, uccide i gatti per derubarli delle loro preziose anime, subisce sé stesso e la propria oscurità a tal punto che invoca lui stesso d’essere ucciso. Padre profetico o parte oscura dell’anima di Kafka.
Ecco inizia il mistero e su tutti, nel vento, il Ragazzo Corvo, che segue o precede Kafka ovunque, con la sua nera lucentezza, sempre pronto a sussurrare importanti e rivelatrici parole, alter ego sapiente e protettivo di Kafka, o meglio ancora di Tamura, che è il vero quindicenne, lieve e vulnerabile, la parte più pura di Kafka, quella più emotiva.
Si apre il sipario e tutto inizia con la scena del lungo sonno, al termine del quale solo Nakata resta in terra perdendo le intelligenze comuni per acquisire quelle magiche che gli permettono di conservare il candore dei bambini e soprattutto di riuscire a conversare con i gatti, fra tutte le creature, le più fantastiche…