Dance and Culture, Marzo 2017

 
theKITCHENtheory. ODORI, COLORI E SUONI DEI RICORDI
Calda luce soffusa, sulla sinistra un tavolo anni ’60 in formica verde menta, sei sedie disposte intorno, sei danzatori vestiti di nero, una cucina, ‘la’ cucina. In un’atmosfera chiara ed essenziale ha inizio ‘theKITCHENtheory’, ultima produzione della compagnia ‘DaCru’, dei coreografi Marisa Ragazzo (di cui il concept e la regia) e Omid Ighanì (anche danzatore della compagnia).
La cucina è il luogo in cui ognuno ha trascorso, trascorre e trascorrerà gran parte delle proprie giornate, emblema della vita che scorre, spazio di condivisione delle più svariate emozioni, è proprio qui che i ricordi prendono forma: discussioni sorde, liti furiose, segrete confessioni e fedeli incontri, poi ancora risate sincere e familiari, goffi incidenti, incomprensioni irresolubili. Se queste pareti avessero voce per parlare quante storie potrebbero raccontare?
Attraverso un linguaggio quotidiano e immediato i coreografi riescono a dar voce a tutte queste memorie servendosi di una raffinata tecnica urban, che rielabora coerentemente vari stili quali hip hop, house, jazz rock, contaminati con la danza contemporanea e riadattati a una ricerca musicale eclettica e sofisticata; creano così una gestualità virtuosa e profondamente innovativa in cui la dimensione metropolitana, modellandosi, incontra quella teatrale rivoluzionandola.
Il movimento dei ballerini, tanto più reale quanto più comunicativo, coinvolge e insieme sconvolge il pubblico che fin da subito ha modo di entrare nell’intimità della scena e godere in prima persona della rappresentazione evocativa.
(…) La coreografa non vuole raccontare una storia ma le molteplici storie di vita che ci accomunano, lì cristallizzate, immutabili, suggellate tra le pareti di quella stanza.
(…)…i respiri e le pause dei danzatori si mescolano con quelli degli osservatori in un’unica energia vibrante.

Alessandra Ruggeri

 
 
 

New York Times, 19 Maggio 2016

 
DaCru_NY Times

Fotografia Kaze Mononoke di Carla Falconetti
I.DA.CO Platform

 
 
 

Sussurandom, Marzo 2015

 

“Un miracolo, un incantesimo, un regalo questo SAKURA BLUES al Teatro San Domenico di Crema venerdì, in prima nazionale. Compagnia di prim’ordine, piena di brio, di energia che trasmette al pubblico con magica osmosi, travolgendolo con le mille trovate fantastiche e trascinandolo in un mondo fatato del sogno, dei ricordi, delle illusioni e, alla fine conclude con la consolazione nel ritrovare tutto ciò che si credeva perso, ben custodito, invece, nel segreto in fondo al cuore .
Non succede nulla, ma questo nulla riempie il palcoscenico come un evento grandioso, solenne, quasi sacro. La gestualità nuova, frizzante, inedita cattura da subito l’attenzione e attanaglia lo spettatore dal primo all’ultimo istante. Musiche perfettamente aderenti ai gesti, ai movimenti, alla miriade di figure di infinita  bellezza, ideate da Marisa Ragazzo con Omid Ighanì, esaltano lo spirito del lavoro che scorre fluidamente davanti ai nostri occhi incantati. Opera densa di significato e di presa immediata sul pubblico.
La DaCru Company ha dato prova di seria professionalità, dimostrando di possedere una solida preparazione e ci ha deliziato con momenti altamente evocativi e magici indimenticabili. Calorosi e meritatissimi gli applausi finali e tante chiamate per tutti. Spettacolo da vedere.”

Eva Mai

 
 
 

RAI 5, Memo L’Agenda culturale. Aprile 2015

 

Servizio su Sakura Blues

 
 
 

Il Giornale di Vicenza, 26/01/2015

 
“…Uno spettacolo magico, dalla cui contemplazione prende spunto Kaze Mononoke della coreografa Marisa Ragazzo, al Comunale con la sua DaCru Dance Company per l´esordio dei “Luoghi”. Un´immagine poetica è lo spunto di riflessione di questa autrice che ha visitato la danza nelle sue diverse forme, prima di essere “folgorata” dall´hip hop, quello stile urbano che dal “basso” si è imposto al pubblico affascinando i giovani dei quartieri più vivaci ed eterogenei delle metropoli di tutto il mondo. E´ uno stile libero, ma ardito, tecnicamente complesso e interpretato con piena padronanza dai danzatori della sua DaCru Dance in sessanta minuti di performance che non conosce pause, fluida e aerea, vivace e intensa tra isolazioni e torsioni, salti che sembrano sospensioni temporali e ticchettii meccanici di figure scomposte e ricomposte. … Non potevano essere che intensi gli applausi di un attentissimo pubblico.”

Clelia Stefani

 
 
 

Copertina DANZASI’, Maggio 2015

 
DaCru_DANZASI

Sakura Blues, foto Viola Pantano

 
 
 

Danza&Danza n°251

 
Kaze Mononoke è un’affascinante galleria quasi onirica di creature che si incontrano e si lasciano, come petali portati dal vento”…
“Ma quel che davvero sorprende e colpisce è lo stile di danza creato dai coreografi Marisa Ragazzo e Omid Ighani … hanno affiancato le loro ricerche in questa miscela originale, giunta oggi a una maturazione più che convincente.” “Un linguaggio di danza nuovo…”

Rossella Battisti

 
 
 

Campadidanza

 
“Quando uno spettacolo teatrale registra il sold out è sempre esaltante, se poi a riempire la sala è un pubblico di giovani e giovanissimi è ancora più esaltante. Ed è quello che è accaduto sabato 8 marzo al Teatro Nuovo nell’ambito della rassegna “Quelli che la danza 2014” con Kaze Mononoke spettacolo della DaCru Dance Company.”
“Amano la velocità, il virtuosismo tecnico, la fusione dello spazio teatrale con il codice artistico della strada, dalla quale attingono le spinte verso l’arte nei diversi suoi aspetti. E tutto questo si ritrova nella coreografia presentata al Nuovo.”

Raffaelle Tramontano

 
 
 

Il Ciriaco

 
“Circa un’ora di spettacolo, durante la quale, ho sentito cambiare la mia percezione del tempo. La dimensione che misura il trascorrere degli eventi si è trasformata nel tempo del sogno. Creature spinte dal vento che a tratti sembrano muoversi nell’acqua, così belle da apparire quasi irreali…”
(riferito ai coreografi e alla compagnia) “Troppo spesso, rischiamo di perderci validi artisti che non si muovono nella sfera della cultura mainstream”

Brunella De Luca

 
 
 

Castelli Notizie – Velletri

 
“Mescolando con grande talento artistico e tecnico stili di danza tra i più eterogenei … i danzatori hanno incantato il pubblico dell’Artemisio che ha apprezzato con entusiasmo lo spettacolo, nonostante il suo alto livello di sperimentazione.”
“A trasmettere emozioni non solo i passi, ma il volto, la bocca, dei ballerini, la voce straziata del canto muto che recita le parole di una lirica apparentemente sconosciuta, ma che ognuno infondo riconosce nel cuore.”

Maria Rita Cappucci

 
 
 

La Nazione – Pisa

 
“Primavera. I petali cadono dai ciliegi e diventano danza. Così al Teatro Verdi mercoledì sera si scopre che anche l’Hip Hop, cultura di strada nata nelle vie di New York, può diventare poesia.”

Valeria Caldelli